Notizie dagli istitutiFondazione Carlo Donat CattinLa DC e l’Italia nella seconda metà del Novecento: un percorso di conoscenza e di ricerca

La DC e l’Italia nella seconda metà del Novecento: un percorso di conoscenza e di ricerca

La presentazione del libro di Marco Follini, che abbiamo più volte rinviato a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, si inserisce in un percorso di approfondimento avviato da qualche tempo sulla storia della Democrazia Cristiana italiana. Si tratta di una iniziativa che prende le mosse dal retroterra culturale in cui nasce la nostra Fondazione, quello cattolico democratico e cristiano sociale, ma che si sostanzia nel desiderio di proporre una matura riflessione sull’Italia della seconda metà del ‘900. Si tratta di un tema che sta emergendo nel dibattito politico, sociale e culturale del nostro paese. Sovente viene declinato in modo semplicistico, in una sorta di contrapposizione tra detrattori e nostalgici della cosiddetta “prima repubblica”. Talvolta, in modo più corretto, viene affrontato come percorso essenziale per la comprensione della realtà di oggi, un percorso che  presenta luci ed ombre, ma di cui gli storici della società e dell’economia mettono in evidenza ormai più gli aspetti positivi di quelli negativi.

La storia della DC dunque, come tassello fondamentale di una riflessione sui settant’anni della nostra Repubblica. Ma una storia non agiografica, finalizzata a cogliere gli intrecci tra l’evoluzione della società, le sue trasformazioni, e lo sviluppo del sistema politico. E finalizzata a conoscere meglio un fenomeno, quello democristiano, che nelle sue articolazioni e nel rapporto con il suo retroterra rifletteva la complessità crescente della società italiana. Con un occhio particolare alle vicende piemontesi, non solo per il nostro radicamento territoriale, ma anche per l’emblematicità di questa esperienza regionale nella evoluzione della città e della campagna, nei processi di industrializzazione e modernizzazione della metropoli e delle periferie.

Il lavoro che ci proponiamo di fare, e che illustreremo man mano, si svilupperà secondo tre filoni fondamentali:

–    L’acquisizione e la valorizzazione di materiali archivistici, con il progetto “Rete degli archivi della Democrazia Cristiana e del cattolicesimo democratico piemontese”, in corso di realizzazione, e che prosegue idealmente e intende dare sostanza agli orientamenti emersi nel convegno “La Democrazia Cristiana piemontese. La storia, gli uomini, gli archivi” (Torino, Palazzo Madama, 16 aprile 2012). Di questo filone di attività fa ovviamente parte la valorizzazione del consistente patrimonio archivistico già detenuto dalla Fondazione: il riferimento è in particolare alle carte politiche contenute nell’Archivio di Carlo Donat-Cattin ed agli archivi degli organi istituzionali della DC (Comitato Regionale del Piemonte, Comitati provinciali di Torino, Cuneo e Vercelli).

–    Una ricerca sul ruolo fondamentale delle riviste come strumento di dibattito e di formazione della classe dirigente cattolica, con il progetto “Le riviste politico – culturali di area cattolica nella seconda metà del ‘900”, finalizzato alla conoscenza, alla valorizzazione e ad una miglior fruizione della ricca emeroteca della Fondazione. Di questo progetto fanno parte due approfondimenti in corso, il primo relativo ai giornali della sinistra democristiana in Piemonte, ed il secondo relativo alla “rivista Settegiorni”. 

–    Seguiremo il dibattito in corso sul ruolo della DC e del movimento cattolico nella seconda metà del ‘900, con la presentazione dei contributi storici più significativi, il confronto con ricercatori e studiosi, l’attenzione alle novità editoriali, alla memorialistica ed alle attività di altri centri di studio e di ricerca.

Saremo attenti ad evitare un lavoro di contemplazione del passato, traendo dalla nostra attività conoscenze e riflessioni che aiutino nell’interpretazione della complessità dell’oggi.

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