
50 Gramsci, 1974-2024. L’Istituto Gramsci di Torino compie 50 anni – 4 dicembre
50 Gramsci, 1974-2024. L’Istituto Gramsci di Torino compie 50 anni
Un progetto di Intelligenza Artificiale applicato agli archivi, un podcast e una pubblicazione che ripercorrono le tappe di questo lungo viaggio.
Mercoledì 4 dicembre 2024, h. 10.00-13.30; 17.00-20.00 – Auditorium del Polo del 900 – Piazzetta Antonicelli
Il 4 dicembre la Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci compie cinquant’anni. Un traguardo importante e non scontato per un’Istituzione culturale che negli anni ha saputo ripensarsi, alla luce di un contesto socioeconomico e politico radicalmente mutato e che oggi si presenta come una realtà complessa, parte attiva del Polo del ‘900, cui ha contribuito sin dalla sua progettazione e al cui interno opera assieme agli altri 25 enti partner, attraverso la partecipazione alla realizzazione delle proposte culturali offerte alla cittadinanza, e mettendo a disposizione un patrimonio documentale di estrema importanza: un archivio (circa 2000 metri lineari) e una biblioteca (oltre 70mila volumi) fruibili e accessibili, fisicamente e digitalmente nel contesto integrato del Polo.
Ed è proprio con la presentazione dei risultati di un progetto innovativo sui propri archivi, che l’Istituto ha deciso di cominciare la giornata del 4 dicembre per festeggiare questo importante compleanno.
Si chiama AMA Gramsci – Ask Me Anything Gramsci e ha ricevuto il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito delle Linee guida per la trasformazione digitale in ambito culturale. Il 4 dicembre verrà presentato il chatbot, realizzato attraverso la partnership strategica con DM Cultura, che risponderà alle domande degli utenti sui contenuti presenti in una selezione di documenti provenienti da tre fondi archivistici: quello del musicista e compositore Ezio Bosso, quello dell’Associazione Arturo Toscanini, entrambi conservati presso l’archivio del Gramsci, e quello del Fondo Michele Straniero, conservato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin, che ha aderito al progetto: comune denominatore, la musica come strumento di inclusione e democrazia.

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