Notizie dagli istitutiMuseo Diocesano di Brescia“SEGNI DEL SACRO” Il catalogo degli argenti del Museo Diocesano di Brescia – 22 gennaio

“SEGNI DEL SACRO” Il catalogo degli argenti del Museo Diocesano di Brescia – 22 gennaio

Il Museo Diocesano di Brescia aggiunge un importante tassello al processo di valorizzazione del patrimonio che custodisce. Il volume (a cura di Renata Massa, Silvana editoriale, 138 pp. a colori), realizzato con il prezioso contributo di Gioielleria Fasoli, sarà presentato al pubblico giovedì 22 gennaio, alle ore 18.00. Per l’occasione: visita guidata alla sezione, riallestita alla luce degli studi scientifici condotti per la redazione del catalogo.
GENNAIO 2025 – Dopo i lavori di riorganizzazione della sede espositiva, realizzati nel 2024, e del conseguente riordino e riallestimento della propria Collezione permanente, il Museo Diocesano di Brescia aggiunge un altro, importante, tassello al processo di valorizzazione del patrimonio artistico e di arti applicate custodito al suo interno, con l’intento di renderne sempre più accessibile la fruizione al pubblico.
Accade con SEGNI DEL SACRO Gli argenti del Museo Diocesano di Brescia, pubblicazione frutto di studi e approfondimenti commissionati dal Museo alla studiosa Renata Massa, che ha il pregio di catalogare, attribuire e contestualizzare pezzo dopo pezzo, l’importante collezione d’argenteria sacra. Un lavoro dal respiro enciclopedico, che getta un faro sull’eterogeneità e la portata qualitativa del patrimonio di arti applicate della Diocesi di Brescia, per la maggior parte inedito, che si candida a divenire d’interesse nazionale.
Pensato come una guida ragionata, il catalogo intende favorire la comprensione della storia e della simbologia di una produzione – quella della suppellettile liturgica – ancora poco frequentata dal grande pubblico, complice anche l’utilizzo di una terminologia talvolta eccessivamente specialistica che caratterizza le pubblicazioni ad essa dedicate.
Suddiviso in pratiche sezioni tematiche – Croci, Calici, Pissidi, Ostensori, Carteglorie, Paci, Reliquari, Turiboli, Candelieri, Vassoi, Servizi da lavabo, Ampolline – il catalogo, ricco d’immagini, include schede descrittive che accompagnano il lettore alla scoperta della storia, dell’uso, della realizzazione, narrando anche l’evolversi nel corso dei secoli dei modelli, dell’iconografia e delle forme decorative di ciascun manufatto, con un linguaggio discorsivo e un utilissimo Glossario in appendice che spiega e dettaglia tecniche e tipologie non comunemente note.
Nella collezione del Museo Diocesano di Brescia, sono infatti presenti quasi tutte le categorie degli oggetti destinati al culto, comprese in un arco cronologico che dal XV giunge sino al XIX secolo. Tra questi vi sono indiscussi capolavori del settore, come il Reliquiario Gambara (cat. 33) e il Calice di Valverde (cat. 11), ma anche oggetti comunemente in dotazione a chiese, santuari e parrocchie: manufatti di ordinaria fattura il cui valore risiede nell’essere preziosa testimonianza della quotidianità della fede e della sua pratica nella vita di tutti i giorni. Ad emergere non è quindi solo il valore estetico, ma anche quello documentale delle consuetudini devozionali e di una memoria collettiva che il Museo s’impegna quotidianamente a preservare e trasmettere.
Come nota Renata Massa, autrice del volume, nell’introduzione che accompagna il catalogo “Nella forma e nell’iconografia essi trovarono definitiva configurazione e codificazione all’indomani del Concilio di Trento (1545-1563), nell’ambito del radicale rinnovamento dell’immagine simbolica e fisica della Chiesa, intrapreso dalla Riforma cattolica contro il dilagare dell’“eresia” protestante. E quanto fosse ritenuto centrale nei programmi controriformistici il ruolo didattico e comunicativo della suppellettile sacra è enunciato nell’intitolazione stessa del testo di san Carlo Borromeo, le Instructiones fabricae et supellectilis ecclesiasticae, (Milano, 1577) contenenti le prescrizioni e le direttive a cui doveva ispirarsi l’arte religiosa riformata”.
Nella mappa complessa e articolata dei tanti oggetti sradicati dal contesto d’origine, la cui storia non è più ricostruibile attraverso alcun documento, il riconoscimento dei marchi di certificazione dell’argento, ha consentito, almeno relativamente ai manufatti settecenteschi, di risalire alla città e, nei casi più fortunati, alla bottega di provenienza, superando così i limiti di un approccio conoscitivo meramente stilistico, considerato fuorviante nel campo dell’argenteria liturgica, storicamente improntata a un forte conservatorismo e resistente ai cambiamenti del gusto.
La ricerca che accompagna il volume ha infatti permesso di ricostruire e riscoprire legami profondi con la storia artistica e religiosa del territorio, e non solo. Un esempio: grazie ai punzoni, sono emersi i nomi dei più accreditati maestri dell’oreficeria bresciana settecentesca – Gerolamo Quadri, Ventura Rovetta, Bartolomeo Viviani, Pietro Arici, Giacomo Bassolino – ed è stata accertata la provenienza veneziana di alcuni pregevoli manufatti, tra cui spiccano il bellissimo calice, del non ancora identificato maestro operoso all’insegna della Corona (cat. 10), e il rilevante servizio da lavabo (cat. 46) appartenuto ad Angelo Maria Querini, vescovo di Brescia dal 1727 al 1755.
SCHEDA CATALOGO
SEGNI DEL SACRO Gli argenti del Museo Diocesano di Brescia
A cura di RENATA MASSA
Silvana editoriale (138 pp. a colori) €26,00. Sconto per i possessori Membership Card Museo Diocesano Brescia.
Acquistabile in bookshop
PRESENTAZIONE Giovedì 22 gennaio, ore 18.00
Intervengono:
Mauro Salvatore, Direttore Museo Diocesano Brescia
Renata Massa, curatrice del catalogo SEGNI DEL SACRO Gli argenti del Museo Diocesano di Brescia
Ernesto Fasoli, sponsor
Segue visita guidata alla sezione Argenti del Museo, riallestita secondo criteri e studi scientifici condotti per la redazione del catalogo.

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