Notizie dagli istitutiFondazione Licia e Carlo Ludovico RagghiantiLectio magistralis di Ugo Volli “Il ‘miele verde’ di Omero. Il colore fra percezione, arti e cultura”

Lectio magistralis di Ugo Volli “Il ‘miele verde’ di Omero. Il colore fra percezione, arti e cultura”

Lunedì 7 settembre alle ore 18, nella Sala convegni ‘Vincenzo Da Massa Carrara’ in via San Micheletto, 3 a Lucca, si terrà la lectio magistralis di Ugo Volli dedicata al tema Il ‘miele verde’ di Omero. Il colore fra percezione, arti e cultura, settimo appuntamento del ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Ragghianti con la partecipazione di studiosi di rilevanza internazionale.

Introdotto dal direttore Paolo Bolpagni, l’incontro, che segue a quelli tenuti da Gigetta Dalli Regoli, Carlo Sisi, Marco Collareta, Luca Massimo Barbero, Lucia Tongiorgi Tomasi e Barbara Paltenghi Malacrida (le cui registrazioni sono visibili nel canale YouTube della Fondazione), sarà a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni, tel. 0583 467205, e-mail info@fondazioneragghianti.it.

Come scrive Ugo Volli, il buon senso comune ci dice che il mondo è colorato, che ogni cosa ha un suo colore, permanente nel tempo salvo modificazioni fisico-chimiche; che, tranne il caso di condizioni patologiche, tutti gli esseri umani più o meno percepiscono gli stessi colori; che i nostri occhi, la fotografia e in parte la pittura li riproducono in maniera realistica; che i colori hanno di per sé significati (per esempio il nero indica il lutto, il bianco l’innocenza e il verde la speranza). Tutte queste credenze sono così largamente condivise da apparire come verità ovvie, ma sono scientificamente inesatte, se non false. In realtà il fenomeno della visione dei colori dipende da un processo percettivo molto complesso, ed è profondamente influenzato da fattori culturali e comunicativi. Se è vero che il meccanismo fisiologico della vista è simile in tutti gli esseri umani standard, la percezione è però profondamente influenzata dall’esperienza precedente e dalla categorizzazione culturale: ha, cioè, più l’aspetto di un riconoscimento che di una conoscenza pura di dati percettivi. Ciò significa che vi è una profonda influenza culturale (cioè linguistica e tecnologica) anche nel modo in cui vediamo i colori, come dimostrano le ricerche delle scienze cognitive e dell’intelligenza artificiale.

Ugo Volli, già ordinario di Semiotica del testo e Filosofia della comunicazione all’Università degli Studi di Torino, vi è ora professore onorario. Ha lavorato in numerosi atenei italiani e stranieri, fra cui, a lungo, quelli di Bologna, di New York, di Haifa, di San Marino e lo IULM di Milano. È stato insignito della laurea honoris causa dalla New Bulgarian University ed è membro corrispondente dell’Academia de las Artes y Ciencias de la Comunicación di Buenos Aires. Si occupa di problemi di comunicazione dal punto di vista sia teorico sia empirico. È direttore di «Lexia» e membro del comitato scientifico di «Versus», «Interfaces numériques», «The Journal of Literary Theory» e di altre riviste.

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