
“PAOLO SCHEGGI – L’Apocalisse, la morte, il sacro” a cura di Ilaria Bignotti – dal 27 febbraio
L’Apocalisse, la morte, il sacro
a cura di Ilaria Bignotti
Dal 27 febbraio al 18 maggio 2025Esposti i cinque disegni inediti sulla messa in scena dell’Apocalisse
Riallestita dopo 21 anni l’ultima opera-testamento: 6profetiper6geometrie
Le immagini di Ugo Mulas e Ada Ardessi, Maestri della fotografia del XX secolo, e le musiche di Franca Sacchi, esponente della Neoavanguardia elettronica concreta, dedicati alla Marcia funebre o della geometria di Paolo Scheggi
Dalla stesura registica per l’Apocalisse, mai andata in scena ma la cui grammatica si compì in occasione del funerale dell’artista, sino all’ultima, grande, opera installativa che lega la geometria al messaggio profetico. Nel mezzo, il tentativo di dare forma razionale a concetti trascendenti come la morte e il dolore, e l’ascetica sintesi delle tele monocrome che lo consacrarono nel panorama della Pittura Oggetto e dell’Avanguardia spazialista degli anni Sessanta.
È un Paolo Scheggi inedito, quello raccontato dalla mostra PAOLO SCHEGGI L’Apocalisse, la morte, il sacro che al Museo Diocesano di Brescia svela, per la prima volta in assoluto, l’intensa ricerca elaborata a partire dai testi sacri dall’artista italiano, prematuramente scomparso il 26 giugno 1971 all’età di trent’anni.
Con la curatela di Ilaria Bignotti, in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi di Milano, il percorso permette di leggere in filigrana l’iter spirituale dell’autore, a partire dall’infanzia a Settignano (Firenze) quando il padre, di educazione profondamente cattolica e legato alla Compagnia della Misericordia, lo avviò allo studio dei testi sacri che Scheggi, divenuto artista, declinò in diversi momenti della sua indagine creativa.
Lascia un commento